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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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11 maggio 1993 


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Centro Sociale Leoncavallo 

Via Leoncavallo, 22 - 20131 Milano - Tel/Fax 02 26140287 



INDICE DEI CONTENUTI 


1 

BERL1MAG.TXT 

(04 / 05 / 92) da Berlino sul Primo Maggio 1992 

2 

BS1MAG.TXT 

(04 / 05 / 92) Primo Maggio a Brescia 

3 

1MAGEUSK.TXT 

(04 / 05 / 92) Primo maggio nei Paesi Baschi 

4 

BS1MAVOL.TXT 

(04 / 05 / 92) vo\ar)\ino comp. Brescia 1/5/1992 

5 

BERL1-5.TXT 

(04/ 05/ 92) BERLINO Omaggio 

6 

INTERLA.ZIP 

(06/05/92) Intervista a Michael Hardt Usa 

7 

T020503A.TXT 

(06 / 05 / 92) Autogestione all’artistico 

8 

SPMOV.TXT 

(07 / 05 / 92) COMO Contestazione concerto Pitura Freska 

9 

DISAB.ZIP 

('07/ 05 /92j Firenze - Manifestazione disabili 5/5/92 

10 

FI20505B.TXT 

('07/05/02; APACHE a Firenze 

11 

EMEROINA.TXT 

(07/05/92) Per assemblea CSA Emerson 

12 

FI20505C.TXT 

('07/ 05/ 02 ; Manifestazione a Pisa 

13 

IM080592.ASC 

(08 / 05 / 92) Rastrellamenti Antimmigrati a GENOVA. 

14 

FI20507A.TXT 

(08 / 05 / 92) Manifestazione antimilitarista 

15 

ZORAN.TXT 

(08 / 05 / 92) Zoran espulso da Italia! 

16 

GARANSIM.DOC 

(08 / 05 / 92) Comitato garanti per processo a Simone 



1 File: BERL1MAG.TXT 


£CW Sresc/a - TELEFONATA DA BERLINO CON 
UN COMPAGNO DEI GRUPPI AUTONOMI 
SULLA GIORNATA DEL PRIMO MAGGIO RIVO- 
LUZIONARIO ARRIVATA A RADIO ONDA 
D'URTO SABATO 2 MAGGIO 1992 ORE 12. 15 

Alla manifestazione autonoma del Primo Maggio a 
Berlino Kreuzberg hanno partecipato 20.000 per- 
sone. C‘e' stato all'inizio uno scontro abbastanza 
duro con gli stalinisti, abbiamo cercato di tenere 
fuori gli stalinisti dalla manifestazione. Nel corso 
della manifestazione in diversi posti gli sbirri sono 
stati attaccati, diversi mezzi della polizia sono stati 
colpiti e distrutti. Sono state sfasciate le vetrine di 
molte banche ed un nuovo negozio di computer nel 
quartiere di Kreuzberg e' stato prima espropriato e 
poi distrutto. Nel corso della serata, come quasi 
tutti gli anni, gli sbirri hanno effettuato diverse ca- 
riche, attaccando e pestando la gente. In diversi 
posti sono state erette continuamente piccole bar- 
ricate. Cera gente molto diversa: "turisti", giovani, 
anziani che attaccavano la polizia. Ma non si trat- 
tava di azioni organizzate, ma di iniziative spon- 
tanee e sporadiche nei diversi quartieri. Questi 
scontri con la polizia sono continuati fino alla mez- 
zanotte scorsa. Un altro punto caldo sono stati gli 
scontri con i fascisti della FAP che avevano indetto 
una manifestazione provocatoria nel quartiere di 
Prenziauerberg (quartiere proletario di Berlino Est) 

. La' c'erano circa un centinaio di fascisti, duecento 
poiiziotti e trecento antifascisti. Gli antifascisti 
hanno cercato di colpire i fascisti. Gli sbirri sono 
stati costretti ad accompagnare i fascisti sino alla 
stazione della S-Bahn, della metropolitana. Ma an- 
che quando si trovavano nella stazione della S- 
Bahn i fascisti sono stati massicciamente attaccati. 
Diversi fasci sono rimasti sul pavimento della sta- 
zione. Per loro questo Primo Maggio e' andato 
molto male, e' per noi e' andato molto bene. Alla 
sera c'e' stata un'altra piccola manifestazione or- 
ganizzata dagli autonomen nel quartiere di 
Prenziauerberg, lo slogan era "quelli dell'est colpi- 
scono ancora". Nel pomeriggio c'erano molte/i 
compagne/i dell'ex-Berlino est alla nostra manife- 
stazione a Kreuzberg, ed hanno deciso di farne 
una piccola alla sera a Berlino est a Prenziauer- 
berg. E li' intorno alle 20.30 hanno iniziato a co- 
struire barricate, a mettere auto in mezzo alla 
strada, diversi negozi sono stati espropriati. I poli- 
ziotti erano mal preparati perche' la maggior parte 
si trovava nei quartieri occidentali della citta', a 
causa degli scontri qui a Kreuzberg. Per quanto mi 
hanno raccontato la' c'era un buon feeling. In ge- 
nerale ci sono molti feriti dalla polizia, circa due- 


cento compagne/i contusi, trecento fermati nel 
corso degli scontri tra cui molti passanti. Gli sbirri 
erano furiosi perche' nonostante il massiccio schie- 
ramento di polizia, con l'impiego di cinquemila poli- 
ziotti, non erano riusciti a tenere sotto controllo la 
manifestazione. In generale c'e' stata una grossa 
manifestazione riuscita, e' mancato pero' un buon 
coordinamento delle inizitive di tutta la citta'. 


2 File : BS1MAG.TXT 


ECN Brescia - PRIMO MAGGIO DI LOTTA CON 
GLI IMMIGRATI A BRESCIA 

La giornata del Primo Maggio a Brescia e' stata ca- 
ratterizzata dalla presenza, in coda al corteo uf- 
ficiale del sindacato che aveva dedicato la giornata 
al "volontariato", da un grosso spezzone composto 
di duecento tra immigrati, compagni/e del Centro 
sociale. Donne in nero e Cobas scuola. 

La manifestazione era indetta dal Comitato auto- 
nomo immigrati uniti con le parole d'ordine: 

- permesso di soggiorno subito per tutti per quattro 
anni 

- uguaglianza di diritti sui posti di lavoro 

- no ai regolamenti da apartheid nei centri di prima 
accoglienza 

- i nostri diritti devono essere rispettati. 

Prima della partenza del corteo gli immigrati hanno 
rifiutato le bandiere delia CGIL che i bonzi sindacali 
avevano tentato di infilargli in mano. 

In piazza Loggia il sindacato ha rifiutato di far in- 
tervenire un esponente degli immigrati, dando in- 
vece la parola a Padre Zonta, responsabile della 
Curia per l'immigrazione, provocando cosi' la con- 
testazione del comizio conclusivo. 

Riportiamo nei fiie BS1MAVOL.TXT ii voiantino 
diffuso daiie/i compagne/i dei Centro sociale. 


3 File : 1MAGEUSK.TXT 


DA EUSKADI 

Telefonata giunta a Radio Sherwood 

Questo 1 maggio in Euskadi e' stato caratterizzato 
dalla lotta contro la ristrutturazione nell'industria, 
dalle lotte operaie. A Bilbao e' stata indetta una 
manifestazione da tutti i sindacati, non una mani- 
festazione con indizione unitaria pero'. Infatti il 



concentramento era in un unica piazza ma ad orari 
diversi. Prima e' partita la manifestazione convo- 
cata da Commisiones Obreras e UGT (equivalente 
ai nostri sindacati confederali) con uno spezzone di 
circa 2000 lavoratori, a questa manifestazione ha 
partecipato anche il sindacato ELA legato al Partito 
Nazionalista Basco, che aveva indetto nazional- 
mente questa scadenza a Bilbao. 

L'altra manifestazione era convocata dal sindacato 
indipendentista LAB che aderisce all'Alternativa 
KAS, che aveva convocato pero' manifestazioni in 
ogni citta' di Euskadi. Nonostante dunque fosse 
una manifestazione cittadina vi hanno partecipato 
diverse migliaia di lavoratori. Il corteo si e' concluso 
davanti al Municipio con un comizio, al cui termine 
sono stati cantati i canti tradizionali baschi e 
l'internazionale. E' stata una manifestazione molto 
bella e molto partecipata. 

Approfitto per darvi altre informazioni sui Paesi 
Baschi: ieri c'e' stata una manifestazione di Jarrai, 
la gioventù' legata a Herri Batasuna, a sostegno 
della campagna per l'obiezione al servizio militare e 
contro il militarismo in generale con la partecipa- 
zione di alcune centiania di giovani. 

Martedì' scorso c'e' stato lo sgombero di una casa 
occupata, uno sgombero molto pesante con alcuni 
feriti. Gli occupanti e altri compagni che erano an- 
dati a portagli solidarietà' hanno poi occupato una 
sala del Municipio, in Municipio si svolgeva una fe- 
sta organizzata dal sindaco di Bilbao per fe- 
steggiare i cento anni di inaugurazione dello stabile 
del Municipio e il sindaco aveva invitato tutti gli ex 
sindaci di Bilbao, compresi quelli del periodo fran- 
chista; per questo era stata convocata una mani- 
festazione di protesta a cui si sono aggiunti anche 
gli occupanti sgomberati. A quel punto e' partita 
una pesante carica e ci sono stati altri 25 feriti. 

Continuano le lotte dei detenuti nelle carceri per il 
riavvicinamento e il raggruppamento in carceri nei 
Paesi Baschi e non come ora in prigioni lontane 
anche alcune migliaia di chilometri. Nella prigione 
di Ceuta i detenuti erano in sciopero della fame da 
40 giorni, lo hanno smesso perche' alcune loro ri- 
chieste sono state accolte, ma continua lo sciopero 
delia fame in altre carceri. 

La situazione repressiva e' molto dura, ci sono 
continue retate ed arresti, compiuti usando l'accusa 
di collaborazione con ETÀ. Molti detenuti sono 
nelle carceri in attesa di giudizio. 

Per quanto riguarda i fermati durante la contesta- 
zione di Siviglia che provenivano dai paesi Baschi, 
ieri c'e' stata una conferenza stampa in cui hanno 
denunciato il pesante trattamento della polizia, la 


provocatorieta' delle cariche. Infatti due dei feriti di 
arma da fuoco erano baschi, comunque tutti i fer- 
mati a Siviglia baschi sono stati rilasciati. 


4 File : BS1MAVOL.TXT 


PRIMO MAGGIO DI LOTTA INSIEME AGLI IMMI- 
GRATI 

PER I DIRITTI DI TUTTI GLI SFRUTTATI 

Nell'ultimo anno la marcia trionfale del "Nuovo or- 
dine mondiale" imperialista, l'imposizione ai quattro 
angoli del pianeta delle regole del giogo del capi- 
tale multinazionale e il pesante attacco sferrato, in 
vista dell'integrazione europea, dalla destra politica 
ed economica nel nostro paese hanno determinato 
un reale peggioramento delle condizioni di vita per 
tutti gli sfruttati. 

Dallo smantellamento di ogni automatismo salariale 
alla negazione dei diritto di sciopero (oggi nei 
servizi pubblici e domani?) stiamo assistendo, con 
l'attiva complicità' dei sindacati di Stato CGIL CISL 
UIL, alla sistematica distruzione di ogni brandello 
delle conquiste di anni di lotte operaie e proletarie. 

A farne maggiormente le spese sono i settori di 
classe piu' deboli e ricattabili: 

- i cosiddetti "esuberi", quei lavoratori di cui - grazie 
anche alla nuova legge sulla mobilita' forzata - i 
padroni vogliono disfarsi come si trattasse di merci 
non piu' utili; 

- chi lavora nelle fabbrichette e nei laboratori delia 
produzione decentrata o a domicilio, nei covi del 
lavoro nero dove piu' alto e' il livello dello sfrutta- 
mento e degli omicidi sul lavoro; 

- gli immigrati, colpiti innanzitutto dal razzismo di 
Stato, istituzionale che ha l'obbiettivo di creare una 
massa di forza lavoro a basso costo, estrema- 
mente ricattabile e facilmente controllabile in 
quanto priva di diritti elementari, costretta alla mar- 
ginalità' economica e sociale. E' in questa precisa 
scelta di Stato e capitale che affonda poi le sue ra- 
dici il razzismo straccione delle Leghe, dei fascisti, 
dei naziskin, delle aggressioni e dei pestaggi. La 
negazione del diritto alla casa, alla salute, a un 
salario regolare, il ricatto della concessione o meno 
del permesso di soggiorno, le grandi e piccole pre- 
potenze e sopprusi delle Questure, gli stereotipi dei 
media sono l'altra faccia delle campagne politiche e 
delle violenze razziste. 

In questo contesto scendere in piazza nella gior- 
nata del Primo Maggio insieme ai proletari immi- 
grati non significa esprimere una generica e pieti- 
stica solidarietà' quanto riconoscersi come sfruttati 
in un'unica battaglia per i diritti e i bisogni di tutti, a 



mancanza di formazione politica tra la gente che 
ha fatto la rivolta. I network di politica a Los 
Angeles passano attraverso queste famose bande 
che sono organizzate in maniera che noi chia- 
miamo 'mafiosa'. Si formano attraverso la droga e, 
come la mafia, non sono completamente ciechi di 
fronte ai problemi sociali del quartiere. L'altro 
network della politica passa attraverso la chiesa del 
quartiere. Anche questa è una forma di orga- 
nizzazione politica, che però mette come pregiudi- 
ziale il discorso moralistico contro la violenza e 
l'azione politica è intrapresa, diciamo, per una poli- 
tica del potere. 

A Los Angeles, proprio in questi quartieri neri che 
sono stati l'epicentro della rivolta, l'organizzazione 
politica di vent'anni fa è stata completamente di- 
strutta ed è forse per questo che non si riesce a 
leggere la rivolta in termini affermativi immediati; è 
più un rifiuto, una negazione drastica e immediata. 
Nelle altre città, per esempio a San Francisco, a 
Seattle - a Las Vegas meno - c'è una vita politica 
meno sviluppata, ma un'organizzazione politica più 
sviluppata, soprattutto a San Francisco. E dunque, 
lì, anche se la rivolta era meno sviluppata, la poli- 
tica della rivolta era più sviluppata. 

Come si può leggere il rapporto tra le bande e /' 
attacco, l'uscita violenta dal ghetto? E ancora, ci 
puoi pur sommariamente dire qualcosa della com- 
posizione e dell'organizzazione delle bande? 

Il rapporto tra bande e ghetto è molto difficile da 
chiarire, anche perché non è molto chiara 
l'organizzazione delle bande. E' sempre la mafia 
che mi viene in mente come esempio. Vediamo 
però, di volta in volta, la presenza all'interno delle 
bande, di una comprensione dei problemi sociali, 
ma l'azione delia banda e dei suoi componenti è 
sempre intrapresa a livello individuale. Ci sono 
conflitti all'interno del quartiere, tra i membri del 
quartiere, ma non c'è un'intenzione di confrontarsi 
con il potere. E quindi il legame tra il quartiere e la 
banda deve essere sempre conflittuale. Le bande 
non possono essere un punto centrale per il quar- 
tiere. E' sempre qualcosa 'a parte', in conflitto an- 
che con il quartiere. Non può essere una sorta di 
network, un qualcosa che veramente organizzi i 
desideri dei quartiere, anche se la musica diventa 
l'immagine di un rifiuto del potere, di un rifiuto po- 
tente. In questo caso specifico della rivolta non si 
sa bene come questo aspetto abbia funzionato e 
nemmeno i media ne dicono niente. E' logico che le 
bande siano state al centro di alcuni avvenimenti, 
perché sono le bande ad avere le armi; tuttavia, 
detto questo e dopo questo tipo di azioni, è stato 
evidente anche attraverso le immagini delia 
televisione, che l'esproprio generalizzato non era 


tanto legato alle bande, quanto piuttosto al quar- 
tiere nella sua generalità. Quando sono andato nel 
centro la cosa che mi ha colpito era la calma as- 
soluta della gente che passava per i negozi e si 
prendeva le cose. La polizia non c'era e dunque 
era un'atmosfera di festa, di spesa proletaria. Cera 
la televisione ed è stata una cosa divertente, per- 
ché tutti questi della televisione andavano parlando 
alla gente dicendo che non era una cosa buona 
"non potete fare queste cose, perché non è giusto!" 
e la gente rispondeva "Sì che è giusto, perché ne 
ho voglia!" Era strano questo discorso tra i media 
che prendevano le parti del potere dicendo che era 
giustizia e la risposta tranquilla che questa giustizia 
non era per noi, come dire "lo stato di diritto non 
funziona per noi e noi rifiutiamo loro questo diritto, 
questo diritto che è "loro". Nel nostro caso era 
stato negato il diritto di Rodney King, e dunque noi 
neghiamo loro il diritto di proprietà. 

Tu hai parlato di un potere razzistico che non si 
polarizza più tra bianchi e neri, o meglio di un po- 
tere, che pur continuando ad avere il suo centro 
nei bianchi e i neri come estremo della polarizza- 
zione, si dispiega ora con una rete gerarchizzata di 
altre etnie. Hai parlato di una città senza centro, di 
una città produzione totale, in cui forse le etnie 
sono espropriate anche della comunità. La rivolta 
diventa particolare nel momento in cui il centro 
sfugge? 

Mi pare giusto quello che stai dicendo. Ci sono dif- 
ficoltà enormi nel rimettere insieme questi gruppi, 
anche se i più importanti sono sempre i neri e i 
messicani; solo poi vengono gli asiatici, i coreani. 
C'è un conflitto che rimane grosso tra di loro, forse 
perché la loro situazione è tanto diversa. Forse in 
questo senso si può parlare di città-fabbrica in 
senso americano. Una vecchia strategia del potere 
usata alla fine dell'Ottocento in tutte le fabbriche 
degli Stati Uniti era quella di avere nella stessa 
fabbrica , poniamo, cinque italiani, cinque irlandesi, 
cinque polacchi che non potevano parlare tra loro e 
quindi non potevano organizzarsi, né comunicare 
conflitti. Un vecchio modello fabbrichista. Nella 
città-fabbrica post-moderna di Los Angeles ab- 
biamo forse gii stessi problemi dell'organizzazione 
della forza-lavoro, ed è molto molto frustrante, ma 
non lo si può negare. Ma lasciamo vivere questa 
utopia tra i giovani politici di qui e questa idea di 
una rete tra tutti i gruppi razziali. E però è molto, 
molto difficile anche cominciarlo il lavoro in questo 
senso. 

Che rapporto esiste tra le due amministrazioni 
Reagan e quella Bush e questa risposta data dalla 
rivolta? C'è un nesso tra lo stato della giustizia 
formale, la costituzione formale, e la realtà mate- 



difesa delle nostre condizioni di vita, per una so- 
cietà' senza padroni, frontiere, galere. 

E ciò' e' ancora piu' importante nel momento in cui 
il "nuovo ordine mondiale" celebra con la repres- 
sione (Siviglia 19/4/92) 500 anni di conquista e 
sterminio imperialista e si prepara a scatenare una 
nuova guerra d'aggressione contro il popolo libico. 

Venerdi' PRIMO MAGGIO partecipiamo alla MA- 
NIFEST/VZIONE indetta dal Comitato Autonomo 
Immigrati Uniti alle ore 9.30 in piazza Garibaldi. 

CONTRO L'ATTACCO Al SALARI E AL DIRITTO 
DI SCIOPERO 

CONTRO IL RAZZISMO DI STATO E DELLE LE- 
GHE PER L'AUTORGANIZZy\ZIONE DI TUTTI 
GLI SFRUTTATI 

PER UNA SOCIETÀ' SENZA PADRONI GALERE 
FRONTIERE 

le/i compagne/! del Centro Sociale 
Brescia 27/4/92 


5 File : BERL1-5.TXT 


TELEFONATA DA BERLINO SUL 1 MAGGIO 
GIUNTA A RADIO ONDA D'URTO IL 2/5/92 

Manifestazione del 1° maggio rivoluzionario auto- 
nomo a Berlino: 20.000 i partecipanti. 

All'inizio c'è stato uno scontro con gli stalinisti per 
tenere il loro spezzone fuori dal corteo. In diversi 
punti, durante la manifestazione, gruppi di poliziotti 
sono stati attaccati, macchine, furgoni e blindati 
della polizia sono stati colpiti ed alcuni compieta- 
mente demoliti. Le vetrine di diverse banche sono 
state abbattute e nel quartiere di Kreuzberg un 
nuovo negozio di COMPUTER è stato totalmente 
saccheggiato e poi distrutto. 

Come tutti gli anni, nel corso della serata i poliziotti 
hanno attaccato e fatto numerose cariche nei con- 
fronti della gente che si trovava in strada. In più 
posti sono state erette barricate, e gente molto di- 
verse tra loro - turisti, giovani, anziani, turchi - 
hanno attaccato la polizia. Non c'era niente di or- 
ganizzato; c'erano diverse iniziative spontanee in 
differenti angoli della città. Gli scontri con la polizia 
sono continuati fino alla mezzanotte scorsa (tra il 1 
e 2 maggio). 

Il secondo punto di scontro è stato con i fascisti, il 
partito fascista FAP che ha organizzato una mani- 
festazione provocatoria nel quartiere di Prenzla- 
verberg: c'erano un centinaio di fascisti, 200 poli- 


ziotti e 300 antifascisti. Naturalmente gli antifascisti 
hanno cercato di colpire i fascisti e la polizia ha do- 
vuto accompagnare quest'ultimi fino alla stazione 
della metropolitana di Esbann; quando i fascisti si 
sono trovati dentro la stazione del metrò, sono stati 
di nuovo duramente attaccati e molti di loro sono 
rimasti per terra. Per loro questo 1 maggio è an- 
dato molto male!!! E per noi molto bene!!!! 

In serata c'è stata un'altra piccola manifestazione 
nel quartiere di PrenzLaverberg, un quartiere di 
Berlino Est a forte composizione operaia e proleta- 
ria, dove la parola d'ordine era "l'Est colpisce an- 
cora". Nel pomeriggio c'erano molti compagni 
dell'ex Berlino Est alla manifestazione rivoluziona- 
ria autonoma del 1 maggio e da lì hanno deciso di 
fare una manifestazione anche a PrinzLaverberg. 
Alle 20.30 hanno iniziato a fare barricate, mettere 
auto in mezzo alla strada, a saccheggiare i negozi. 

I poliziotti non erano preparati a questo. Disgra- 
ziatamente dobbiamo mettere in bilancio il feri- 
mento da parte della polizia di molta gente. Sono 
circa 200 i feriti tra compagne e compagni auto- 
nomi. Nel corso degli scontri la polizia ha fermato 
300 persone circa di cui molti erano passanti. Tutto 
ciò perché i poliziotti erano arrabbiati, fuori di sé, 
anche perché, nonostante la grossa presenza delia 
polizia (circa 5.000 poliziotti) non sono riusciti a 
controllare la manifestazione. La manifestazione 
era molto grossa ed è riuscita bene, anche se è 
mancato un buon coordinamento delle iniziative in 
città. 


6 File : INTERLA.ZIP 


Los Angeles, lunedì 5 maggio 1992 

Intervista con Michael Hardt, docente 
airUniversità di California, South California, re- 
dattore della rivista Futur Antérieur. (telefonata 
messa in onda in diretta il 5 maggio da radio 
Sherwood di Padova). 

Innanzi tutto, potresti brevemente descriverci la tua 
esperienza, da testimone dei fatti, dei cosiddetti 
riots di Los Angeles? 

Los Angeles è per eccellenza la città della televi- 
sione, deH'immagine e anche la mia esperienza di 
questi avvenimenti è avvenuta, come per molti altri, 
in gran parte attraverso la televisione. Anche nel 
mio quartiere ci sono state delle azioni che ho po- 
tuto osservare direttamente, ma non come in cen- 
tro. se possiamo parlare di centro a Los Angeles. Il 
quartiere dove io abito ha una popolazione mista di 



neri, bianche e messicani, però la mia strada è 
abitata in massima parte da bianchi, per cui molti 
giovani sono venuti in questa strada a distruggere 
le macchine. Questo è successo la prima sera: ar- 
rivavano con armi anche imponenti, e però so che 
le cose più grosse sono accadute soprattutto a 
Hollywood e in altri quartieri. 

Da noi si è detto che si è trattato soprattutto di un 
probiema razziale che riguardava i neri, ma ci è 
sembrato che fosse una faccenda condivisa anche 
da altre componenti etniche e anche dai bianchi. E' 
possibile approssimarsi alla realtà su questa que- 
stione? 

E' vero che si è trattato, qui da noi, soprattutto di 
neri. Il fatto è che da noi è impossibile separare il 
razzismo dalla classe; qui ogni discorso di razzi- 
smo è un discorso di classe e in questo senso si 
può anche dire che è una cosa solo di neri. Se- 
condo me è importante capire prima di tutto il con- 
tributo ai fatti di un odio sociale, diciamo razziale se 
vuoi, che a Los Angeles è talmente alto che forse 
come dici tu non è solo una cosa nera. Ma noi 
dobbiamo cominciare invece proprio da questo se 
si vuole capire 'la cosa nera' in termini di classe. 

Se andiamo a guardare dove complessivamente 
sono avvenute le distruzioni nella città, o meglio se 
facciamo una mappa geografica delle distruzioni, ci 
accorgeremo che questa è una mappa sociale, che 
le distruzioni sono avvenute dove la disoccupa- 
zione è dei 40%. C'è una corrispondenza esatta fra 
disoccupazione, che è in larghissima misura nei 
quartieri neri, e azioni di violenza. 

E' vero che non erano solamente i neri a fare 
l'espropriazione, che si trattava di un'operazione 
mista che a un certo punto diventava azione di 
classe, però non possiamo neanche metterci a fare 
analisi di tutte le altre razze contro i bianchi, perché 
allora diventa importante la violenza cosiddetta in- 
ter-razziale, come ad esempio quella fra i neri e i 
coreani. 

Infatti anche da noi in Italia si sono viste le imma- 
gini dei Coreani che sparavano e si è parlato di un 
coreano che avrebbe ammazzato un nero colpe- 
vole di aver tentato una rapina nel suo supermer- 
cato. 

C'è negli USA una lunga tradizione di conflitto tra 
quegli immigrati che appartengono all'ultima ondata 
di arrivi e i precedenti. Recentemente a Miami ci 
sono stati scontri fra neri e cubani. Ma i neri, no- 
nostante non siano certo gli ultimi arrivati sono ai 
gradini più bassi. In una condizione così alta di 
sfruttamento è naturale che scoppino situazioni di 


conflitto tra di loro, e però spesso questo conflitto è 
anche istigato. 

Nella situazione attuale un tale conflitto esiste ed è 
anche abbastanza importante, perché oggi tutti i 
supermercati nei quartieri ghetto hanno padroni co- 
reani e solo i coreani sono in grado di avere questi 
negozi. Non è che sia il conflitto principale quello 
fra nero e coreano, fra nero e padrone coreano, 
ma esiste e bisogna rendere conto anche di que- 
sto. Forse vent'anni fa l'analisi dell'odio razziale tra 
bianchi e neri negli Stati Uniti poteva anche essere 
più semplice. Ora noi dovremmo guardare a una 
specie di odio razziale post-moderno, nel senso 
che non c'è più una circolazione bipolare di odio, 
anche se i bianchi si trovano al centro. 

Ma non è unipolare nemmeno la pressione del 
potere sulle fasce sociali più deboli che sono sem- 
pre i neri... 

Sono sempre i neri. Ma c'è anche un'altra partico- 
larità nella Los Angeles di questi ultimi anni. Si è 
tentato di presentare Los Angeles come la città 
post-moderna dell'armonia razziale e di accredi- 
tarla come città ideale del futuro. Ma vogliono solo 
dire che Los Angeles è una città di armonia raz- 
ziale, dove una produzione senza centro, vede una 
popolazione cinese, coreana, bianca e nera che 
produce insieme, tutto in armonia. Il crollo di que- 
sta immagine, al di là di tutto, è forse per il potere 
la tragedia più dura: una tale immagine 

deH'armonia entrava nella produzione sociale della 
città ed ora è completamente distrutta. 

Il fatto anormale è che qui a Los Angeles diventa 
normale in tempi velocissimi avere la città occu- 
pata. Non c'è alcun conflitto tra la popolazione per 
il fatto di avere l'esercito nella città. Non in tutta la 
città, ma nei quartieri 'a rischio', e nel rischio c'era 
anche la spiaggia. Forse avevano paura che fosse 
un luogo di possibile conflitto perché la Guardia 
Nazionale occupava tutta la spiaggia e a nessuno 
è stato possibile andare al mare durante il week- 
end. Anche in tutti i negozi ci sono i soldati; non 
vediamo più polizia, ma solo soldati. Si crea una 
situazione di alta tensione, ma niente di più. 


E nelle altre città? 

Nelle altre città, da quello che ho potuto capire, il 
sapore della rivolta razziale è differente. Per 
esempio a San Francisco la rivolta è molto più dei 
giovani bianchi insieme ai neri. C'è un gruppo di 
formazione già politica, o comunque molto più poli- 
tica rispetto alla nostra situazione. Infatti un altro 
aspetto importante della rivolta di Los Angeles è la 



riale, degnamente rappresentata dalla rivolta di Los 
Angeles? 

Hai ragione in moiti sensi. Nei senso diretto imme- 
diato, ia forma deiia giustizia, gii stessi giudici in 
quanto persone fisiche, sono totaimente cambiati e 
più generaimente si può dire che ia forma della 
giustizia e la spesa pubblica mutate per questa 
città stanno alla base della rivolta. Ma c'è un senso 
meno diretto e tuttavia più nuovo. Una strategia 
politica che non è cambiata in questi ultimi dieci 
anni, a questo punto nega ogni dialettica, ogni me- 
diazione sociale, ogni idea attiva di contratto so- 
ciale per avere un ordine formalizzato almeno in 
superficie. Per esempio, a Los Angeles, e anche 
questo riguarda ia mia percezione di città post-mo- 
derna, c'è l'immagine di una città simulacro 
dell'armonia sociale del potere; c'è forse l'immagine 
di un contratto sociale, ma nessuna dialettica 
sociale con le comunità. 

Questa è una cosa che possiamo vedere ad 
esempio per quanto riguarda il lavoro. C'è ia ne- 
gazione di ogni tipo di corporativismo e perfino in 
questo senso sparisce ogni idea di contratto so- 
ciale tra capitale e lavoro. Questa immagine del 
potere che esiste sopra la mancanza di dialettica 
sociale è rafforzata dalla polizia. La funzione della 
polizia diventa più importante in questo modello dei 
potere. Da noi si dice che c'è un filo azzurro che 
tiene insieme le cose e questo stretto filo azzurro 
che ora vediamo ovunque a Los Angeles è la poli- 
zia. Solo questo filo stretto azzurro mantiene in- 
sieme il potere, che è la divisione fra bianchi e neri 
o fra bianchi e tutti gli altri. Il filo azzurro continua a 
mantenere questa immagine del potere che non ha 
più l'appoggio di una dialettica sociale, di una in- 
terazione attiva. Più facilmente che altrove esso 
può stringere Los Angeles, perché il territorio della 
città è così particolare, perché le distanze fra i 
quartieri sono enormi e facilitano questa funzione 
poliziesca. 

Ma il potere non ricerca proprio nessun appoggio, 
non tenta di Instaurare alcuna dialettica? 

Secondo me ogni ricerca di dialettica è negata in 
maniera attiva. Possiamo vederlo nella reazione 
che potere e Stato hanno a fronte degli scioperi 
negli ultimi anni. Dall'inizio deH'amministrazione re- 
aganiana c'è sempre stato fino ad oggi il rifiuto di 
ogni mediazione in tutti gli scioperi. Ma questo 
rientra anche nella politica non solo economica, ma 
più immediatamente sociale e culturale. Se per 
esempio la politica con i neri di trent'anni fa era una 
certa idea di mediazione con tutta la comunità 
nera, adesso è piuttosto quella di avere non tanto 
qualche rappresentante, ma semplicemente qual- 


che nero al governo che non abbia possibilmente 
nessun legame con la comunità. 

Ma lo Stato dovrà dare nell'Immediato qualche ri- 
sposta, con una qualche valenza politica... 

Con le elezioni sembra probabile che da parte dello 
stato debba uscire una qualche proposta di 
armonia razziale, di un rafforzamento della politica 
per i neri. In questo momento della vita politica 
sembra che debbano intraprendere qualcosa per i 
neri. D'altra parte credo che questa mancanza di 
una voce, di una qualche voce per la comunità 
nera nelle città, sia avvertita e che perciò dovrà 
nascere una qualche organizzazione politica delle 
comunità nere nelle città. Tali organizzazioni ora 
esistono, quando esistano, in maniera oltremodo 
debole. 

Ancora un'ultima cosa. Pensi che ci possa essere 
una qualche ricaduta della rivolta sulla politica 
estera di aggressione degli USA? 

Non so se questo cambierà di molto la politica 
estera. La strategia è sempre quella di portare il 
conflitto fuori, e dunque, forse, dopo un breve pe- 
riodo di calma, si riprenderà a tessere il filo 
dell'aggressione all'esterno. Da come la vedo io, 
questo è un elemento centrale nella attuale forma 
del potere in USA. 


7 File : T020503A.TXT 


TORINO 30/4/1992 
AUTOGESTIONE ALL'ARTISTICO 

Gli studenti del 1 liceo artistico hanno fatto un 
giorno di autogestione come primo avvertimento 
verso gli organi competenti (presidenza, provvedi- 
torato di Torino, ministero della pubblica istruzione 
di Roma). 

Da molti anni la gestione amministrativa del liceo 
presenta degli strani ed ambigui bilanci. 

Quest'anno tanto per cambiare c'e' un deficit di 150 
milioni che e' inammissibile. 

Con l'autogestione volevamo imporre queste ri- 
vendicazioni: 

- che siano accertate tutte le responsabilità' nella 
gestione del liceo e subito allontanati gli eventuali 
colpevoli (o ci dobbiamo pensare noi!) 

- che il denaro che e' stato richiesto per coprire il 
deficit venga stanziato per il prossimo anno 

- l'attuazione nell'anno scolastico '92-'93 del 
"progetto '93" di prevenzione alle tossicodipen- 



denze (dalla televisione all'eroina) che prevede lo 
stanziamento di svariati milioni per attività' extra- 
scolastiche da svolgersi all'interno della scuola ai 
pomeriggio coinvolgendo il maggior numero di stu- 
denti (teatro, graffiti, corsi d'inglese). 

La gestione deve essere affidata agli studenti del 
Kollettivo artistico che effettueranno un continuo 
monitoraggio di professori disponibili che di volta in 
volta proporrà' le iniziative. 

Ancora una volta pensiamo che gli studenti deb- 
bano andare oltre le prassi burocratiche per una 
migliore qualità' della vita a vantaggio di tutti gli 
studenti. 

Al mattino si sono svolte davanti alla scuola delle 
performances organizzate dagli studenti del Kollet- 
tivo Artistico bloccando a tratti la sede stradale, 
naturalmente per la manifestazione non era stata 
richiesta alcuna autorizzazione. 

GLI STUDENTI DEL KOLLETTIVO HANNO DI- 
STRIBUITO CIRCA 200 MASCHERE E ALCUNI 
PASSAMONTAGNA MANTENENDO TUTTI IL 
VOLTO COPERTO PER IL PERIODO DEL 
BLOCCO. 

Alle h. 10.00 gli studenti si spostavano nella suc- 
cursale per un dibattito sui graffiti ma il preside im- 
pediva l'accesso alla scuola barricandosi con alcuni 
bidelli e professori. 

Il kollettivo rispondeva realizzando alcuni graffiti e 
mascherine nei muri corrispondenti la sala pro- 
fessori e improvvisando un concerto rap con un 
generatore fornito dal CSA Murazzi, suscitando 
con queste iniziative un notevole successo. 

Il preside Romano Campagnoli non sopportava 
ulteriormente le graffienti rime che lo vedevano 
squallido protagonista insieme al coordinatore 
amministrativo Marcello Angeiesi e, un po' prima 
che iniziasse il concerto con i gruppi musicali della 
scuola chiamava la DIGOS che dopo un'ora di 
tentativi riusciva a sgombrare il cortile soprattutto 
perche il Kollettivo valutava l'opportunità' di trasfe- 
rire il concerto al CSA Murazzi in modo da non far 
fallire l'iniziativa musicale vista la presenza di molti 
studenti anche giovanissimi. 

CAMPAGNOLI ANGELERI NON DIMENTI- 
CHIAMO NIENTE! 

KOLLETTIVO ARTISTICO TORINO 


8 File : SPMOV.TXT 


Giovedì' 30 Aprile 1992 in occasione del concerto 
dei Pitura Freska (Costo del biglietto L.20000) 
svoltosi presso il Palazzetto Intercomunale di Ca- 
gno (Como), il Collettivo Spazio e Movimento era 
presente per contestare questa logica imperante di 
vendere cultura come della merce. 

Davanti all'entrata del palazzetto e' stato distribuito 
un volantino (vedi sotto) ed appeso uno striscione 
per una cultura alla portata di tutti e non basata sul 
guadagno, per un centro sociale autogestito nella 
nostra zona. Dopo l'inizio del concerto una 
cinquantina tra compagni e giovani senza biglietto 
hanno tentato di entrare al concerto senza pagare, 
ma la presenza del servìzio d'ordine e soprattutto 
di un carabiniere che ha puntato ii mitra ad altezza 
d'uomo minacciando di sparare, hanno inpedito lo 
sfondamento. 


Ecco il volantino distribuito: 

MIGA BAE ! (Niente Balle) 

E' troppo facile, oggi, lanciare messaggi di disap- 
provazione ad uno stato di cose che non va 
usando quei mezzi di 'largo consumo' che si insi- 
nuano nella quotidianità'. 

Anche loro, i PITURA FRESKA, presentati da molti 
come i "battistrada di una nuova generazione", 
non sono altro che il prodotto di quella cultura le- 
gata agli interessi che scanzonatamente viene da 
loro denunciata a tempo di reggae. 

Ma chi paga gli alti costi dell'industria dello spet- 
tacolo, la chiusura politica ed istituzionale di fronte 
alla manifestazione dei nostri bisogni, l'assoluta 
mancanza di spazi in cui poter gestire il proprio 
tempo libero ? 

Sicuramente noi giovani, sempre più spinti a dige- 
rire questa logica del consumo, sempre piu' di- 
messi nell'assoggetarci agli umori di pochi 
(assessori, politici, manager), che hanno ridotto la 
musica a grigia merce senza senso, svuotata di 
tutti i suoi significati per un unico interesse: il pro- 
prio conto in banca Ili 

LASCIAMO CHE SIA IL CONFRONTO TRA GIO- 
VANI CHE SUONANO E CHE ASCOLTANO MU- 
SICA A COSTRUIRE UNA CRITICA E, POSSI- 
BILMENTE, UNA PRATICA, CAPACI DI MET- 



TERE IN DISCUSSIONE IL MESSAGGIO CHE 
CON ESSA VIENE DIFFUSO. 

CONTRO LA MERCIFICAZIONE DELLA MUSICA 
E DEI SUOI CONTENUTI ! 

NO A QUELLA CULTURA PAGATA A CARO 
PREZZO ! 

PER UN CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO. 

Collettivo Territoriale 
SPAZIO E MOVIMENTO 
Como e Provincia. 


9 File : DISAB.ZIP 


4/5/92 FIRENZE 

NUOVA MANIFESTAZIONE DEI DISABILI 

Il 5 maggio si svolgerà' in tutto il mondo una gior- 
nata internazionale di Lotta indetta dall'ENIL, or- 
ganizzazione dei disabili che lotta per il diritto alla 
vita indipendente. 

Sono passate alcune settimane dalla manifesta- 
zione dei disabili che si e' svolta di fronte alla Re- 
gione in cui si chiedevano Progetti e Soldi per i di- 
sabili che non accettano la vita negli ISTITUTI. La 
vertenza non e' neppure cominciata, tanta e' 
l'ostinazione dei nostri assessori nei confronti di chi 
richiede un diritto fondamentale: IL DIRITTO ALLA 
VITA. Per questo domani alle 16 un gruppo di 
Disabili 

MANIFESTERÀ' ANCORA UNA VOLTA DI 
FRONTE ALLA REGIONE PER STURARE GLI 
ORECCHI AGLI AMMINISTRATORI E 
PER RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


5/5/92 FIRENZE 

DISABILI ANCORA IN PIAZZA 

Saranno di nuovo di fronte alla Regione oggi po- 
meriggio i disabili autorganizzati deli'ENIL, A FARE 
SENTIRE FORTE LA PROPRIA RABBIA NEI 
CONFRONTI DEGLI AMMINISTRATORI CHE SI 
CHIUDONO GLI ORECCHI di fronte alle legittime 
richieste di vita indipendente proposte dall'ENIL. 

E' passato circa un mese dalie prime manifesta- 
zioni del gruppo di disabili che chiedevano soldi e 
progetti per il diritto all'autogestione e 
all'indipendenza della propria vita, fuori dalla pra- 
tica disciplinare e coatta della vita ad ore degli 
ISTITUTI, quelli si' finanziati e protetti. Ma la pro- 


testa fiornetina dei disabili avra' nella giornata di 
oggi carattere europeo, manifestazioni sono previ- 
ste un po' ovunque per rivendicare il miglioramento 
della quanta' della vita dei disabili. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA- 
FI RENZE. 6/5/92 


TORNANO IN PIAZZA I DISABILI AUTORGA- 
NIZZATI DELLA TOSCANA 

Prima delle elezioni politiche il gruppo di disabili 
afferenti all'ENIL, il network europeo da essi messo 
in opera e finalizzato a condurre una lotta europea 
per i diritti fondamentali dei disabili, bloccarono 
l'ingresso del Consiglio Regionale nel giorno della 
sua seduta. I consiglieri furono costretti, per op- 
portunità' politica, ad ascoltarli e promisero loro un 
interessamento a riguardo delie loro richieste. 

Richieste peraltro quanto mai legittime, limitate in- 
fatti a chiedere e rivendicare il diritto ad una vita 
indipendente: infatti la Regione stanzia loro finan- 
ziamenti solo attraverso il versamento di somme 
agli istituti per disabìli, negando qualunque rico- 
noscimento a chi non intende rinchiudersi in un 
istituto e necessita tuttavia di un'assistenza per- 
manente. I disabili chiedono legittimamente di 
avere personalmente quei soldi che al momento ri- 
ceve per loro l'istituto di riferimento, per poter de- 
cidere autonomamente il tipo di vita da condurre. 

Come e' tradizione, i politici fanno orecchio di 
mercante, ed al momento non hanno affatto trat- 
tato la questione posta alcune settimane fa dai di- 
sabili dell'ENiL, questi invece intenzionati fer- 
mamente a portare fino in fondo la propria lotta per 
la vita. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


10 File : FI20505B.TXT 


5/5/92 

GLI APACHE A FIRENZE 

E' stata presentata dai gruppi verdi comunali e re- 
gionali la visita di una delegazione APACHE a Fi- 
renze nei prossimi giorni, gli APACHE sono in de- 
legazione per l'Europa per protestare contro la co- 
struzione di un enorme impianto tecnologico sulla 
montagna sacra (MONTE GRAHAM). 

"IL MONTE GRAHAM E' UNA DELLE MONTA- 
GNE PIU' SACRE. AVETE CERCATO DI CAM- 



BIARCI, CI AVETE OBBLIGATO AD ANDARE 
NELLE VOSTRE SCUOLE E NOI VI TRATTIAMO 
AMCORA CON RISPETTO. NON ANDIAMO 
NELLE VOSTRE CHIESE. PERCHE' VENITE A 
PORTARCI VIA LA NOSTRA CHIESA E TRAT- 
TATE LA MONTAGNA COME SE FOSSE DA- 
NARO ?" 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


11 File : EMEROINA.TXT 


Per il prossimo 24 maggio il C.S.A Ex Emerson ha 
convocato un incontro nazionale dei CSA (TUTTI!!) 
per riprendere le fila del dibattito su una possibile 
ripresa di un percorso di lotta contro la Jervolino - 
Vassalli e piu' in generale contro l'eroina e le sue 
ricadute sociali. 

Anche se a prima vista l'iniziativa sembra 
un'estemporanea levata di capo di un CSA, tra 
l'altro assente al dibattito che ha preceduto la fase 
di lotta durante l'iter parlamentare della legge 
(!' Emerson ancora non c'era!), cosi' non e'. 

1) La convocazione dell'incontro nazionale e' stata 
preceduta da una serie di incontri tenutesi a Fi- 
renze e Bologna (con comunicazioni in rete ECN, 
per lettera e a voce a livello nazionale) a cui hanno 
partecipato i CSA di Jesi, del Veneto, di Milano, 
della Toscana, i compagni di Genova e di Bologna. 
Rendendosi conto dell'esiguità' del numero dei 
CSA presenti e dell'estrema parzialità' del dibattito 
riteniamo, come CSA Ex Emerson, che anche se 
l'incontro può' sembrare una forzatura rispetto allo 
stato della discussione 

allinterno dei CSA non lo e' sicuramente rispetto al 
discorso della legge in se'. 

2) Affronte di prese di posizione di sempre piu' 
larghi settori dell'opinione pubblica contro la legge, 
causa l'evidente fallimento, e' estremamente de- 
leteria l'assenza dei dibattito e di iniziative di lotta 
dei CSA e dell'area antagonista in generale che, 
per primi, e da soli, si sono battuti contro 
l'approvazione della legge. 

3) La scadenza referendaria del prossimo anno 
non ci può' vedere appiattiti e, per di piu' situa- 
zione per situazione, sulla discussione se votare o 
no per l'abrogazione di due articoli di legge. 
L'utilizzo delio strumento referendario, anche se 
con tutte le buone ragioni del mondo, non e' la 
forma di lotta che ci appartiene, per di piu'la forma 


estremamente ambigua che contraddistingue 
quello proposto dal CORA non abroga la legge. 

4) Anche l'iniziativa territoriale, quella quotidiana 
contro gii spacciatori, gli sbirri e i comitati di bot- 
tegai che utilizzano l'emergenza eroina, gli uni per 
richiedere piu' ordine, gli altri ben contenti di ri- 
spondere alia “domanda sociale", e' monca se non 
e' supportata da iniziative a livello nazionale contro 
la legge e un dibattito piu' generale sulle prospet- 
tive oltre la legge (LIBERALIZZAZIONE, LEGA- 
LIZZAZIONE ... o che altro?) 

Riteniamo insomma che sia fondamentale almeno 
verificare " lo stato delle cose" una condizione im- 
prescindibile e' la presenza (la volontà' politica) di 
TUTTI e TUTTI INSIEME con l'invito a portare 
anche esperienze fuori dai CSA, ma con cui co- 
munque si e' in contatto (operatori, medici, comitati 
di quartiere ecc.). 

Pensavamo di strutturare la giornata in assemblea 
generale la mattina (DALLE 9.00 IN PUNTO!!) e 
gruppi di lavoro il pomeriggio: uno sulla Jervolino - 
Vassalli riprendendo tematiche ed interventi della 
mattina e altri sugli specifici AIDS e carcere sem- 
pre collegati al discorso eroina. 

Il programma e' chiaramente modificabile da pro- 
poste. 

L' Emerson garantisce pranzo e cena con un mi- 
nimo di sottoscrizione 


12 File : FI20505C.TXT 


PISA 9 MAGGIO ORE 17 PIAZZA STAZIONE. 

Un appuntamento di tutta l'opposizione antagoni- 
sta. Proposta dai compagni anarchici la manife- 
stazione e' indetta non solo per ricordare la vita del 
compagno Serantini, barbaramente assassinato 
dalle botte della polizia nel corso di una contesta- 
zione al fascista Niccolai, e maiu assistito una volta 
imprigionato, ma anche per contestare il clima di 
Repressione contro i movimenti e le esperienze di 
opposizione sociale, contro tutte le forme di raz- 
zismo. Un appuntamento che i compagni del Cen- 
tro di Comunicazione Antagonista fanno proprio 
invitando alla massima partecipazione. 



13 


File : FI20507A.TXT 


File : IM080592.ASC 


GENOVA 7/5/92 

RASTRELLAMENTI DELLE "FORZE 
DELL'ORDINE" A GENOVA. 

Oggi, a partire dalle sei di mattina fino alie 1 8 circa 
di questa sera, si è svolta nel centro di Genova una 
operazione congiunta di polizia, carabinieri e 
guardia di finanza, volta a ripulire la città dalla pre- 
senza di neri ed extracomunitari in genere, in vista 
dell' arrivo delle autorità e dei primi turisti targati 
colombiadi. 

Un gran numero di immigrati (almeno un centinaio) 
sono stati fermati durante una serie di rastrella- 
menti, condotti su pullman dell' Azienda Municipa- 
lizzata in una caserma di Bolzaneto nella periferia 
della città, dove è stato loro notificato I' invito a 
presentarsi entro 48 ore in questura per verificare 
la loro posizione di soggiorno. 

Indiscriminatamente venivano fermati ed imme- 
diatamente caricati sui pullman tutti gli arabi e gli 
africani che gli agenti trovavano per strada, anche 
coloro che erano in grado di mostrare subito i do- 
cumenti ed il permesso di soggiorno. 

Gran parte dei fermati sono sicuramente privi, 
però, di tale permesso e per loro seguirà probabil- 
mente r espulsione. 

Numerosi i casi di maltrattamenti: molti immigrati 
sono stati malamente spintonati e comunque tutti 
intimiditi; inoltre dopo I' identificazione il rilascio è 
avvenuto a Sampierdarena, a tre-quattro chilometri 
dai centro, dove erano stati prelevati. 

Voci sicure affermano che già da domani fino 
all'apertura dell'expo' seguiranno altre identiche 
azioni. 

Già da tempo il centro storico di Genova è milita- 
rizzato dalia presenza di una quantità inaudita di 
poliziotti e carabinieri che giorno e notte fermano 
ed identificano tutti i passanti dall' aria "sgradita". 

Il fine di tutto ciò è ovvio: ripulire "la facciata" citta- 
dina per la bella vista dei turisti dell' expo' e delle 
varie autorità e favorire, togliendo di mezzo gli am- 
bulanti, gli affari dei vari bottegai, ristoratori, etc. (è 
di ieri la notizia che il Comune ha ridotto di molto la 
tassa per I' occupazione di suolo pubblico per i 
dehors di ristoranti e bar). 

COMUNIC/AZIONE 
Agenzia di stampa antagonista IMPERIA 
fonte:Centro Di Documentazione Antagonista GE- 
NOVA 


14 


FIRENZE, 7/5/92 

PROTESTA CONTRO I TERRITORI MILITARI 

Minacciano di organizzare una dura battaglia i 150 
abitanti di Vallesanta nel Casentino, il motivo: 
l'utilizzo a scopi militari degli oltre 3500 ettari di 
faggeti e di pascoli nella boscaglia che circonda la 
valle. 

Il territorio e' usato, infatti, da oltre 25 anni 
dall'ottavo reggimento di artiglieria di Modena, che 
ogni anno organizza le sue "operazioni" militari 
nella valle. Gli abitanti sono giustamente contro 
l'uso militare del verde e sono stanchi di trovare al 
lorro passaggio schegge\alberi scheletrici\caprioli 
morti. 

In svariati posti di tutta Italia gli abitanti hanno 
contestato le "operazioni militari" dell'esercito, da 
una parte perche' localizzati in zone limitrofe ad 
abitazioni, dall'altra perche' devstanti come im- 
patto ambientale su valli e boschi. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


15 File : ZORAN.TXT 


ESPULSO ZORAN, RIFUGIATO CONTRO LA 
GUERRA IN JUGOSLAVIA 

Zoran Cuk ha 19 anni ed è anarchico, di Zagabria. 
Quando è scoppiata la guerra era all'estero ed, es- 
sendo in età di leva, ci è rimasto. Se tornasse ora a 
Zagabria verrebbe considerato disertore, con tutto 
quello che potrebbe conseguirne. 

Zoran è venuto in Italia in marzo, per una serie di 
conferenze - dibattiti sulla Jugoslavia. E' stato no- 
stro ospite per un po' di tempo e pian piano ha 
maturato l'idea di rimanere stabilmente a Verona, 
di trovarsi un lavoro, di mettersi in "regola"; ma la 
legge ha colpito: decreto di espulsione; Zoran ha 
dovuto andarsene attraverso la frontiera di Trieste 
e non potrà più tornare in Italia a meno che il prov- 
vedimento venga revocato. 

Non era in regola con la legge Martelli, secondo la 
quale avrebbe dovuto regolarizzare la sua posi- 
zione entro otto giorni dalla sua entrata in Italia, ma 
nessuno glielo ha detto, ne ce lo hanno detto 
quando siamo andati a prenderlo al Brennero (non 
lo volevano lasciare entrare perché non aveva ab- 
bastanza soldi, dicevano). 



Non conta niente il suo gesto, la sua scelta con- 
creta contro la guerra in Jugoslavia: è così che lo 
stato italiano dimostra il suo impegno di pace. 

Non conta niente a cosa potrebbe andare incontro, 
non contano niente la sua volontà e i suoi desideri: 
niente deroghe, la legge è spietata come sono 
spietati coloro che l'hanno ideata, approvata, ese- 
guita. 

Vogliamo che questo come infiniti altri episodi non 
restino nel silenzio; 

vogliamo che tutti sappiano i soprusi e le ingiustizie 
che quotidianamente subiscono persone come noi, 
ed a coloro la cui unica colpa è di non appartenere 
al ricco occidente. 

CHIEDIAMO CHE VENGA AL PIU' PRESTO RE- 
VOCATO IL PROVVEDIMENTO DI 
ESPULSIONE, perché Zoran possa ritornare a 
Verona come desidera; 

Esprimiamo solidarietà a tutti gli immigrati chie- 
dendo l'abrogazione della liberticida legge 
"Martelli", perché ognuno possa andare dove gli 
pare. 

Lottiamo per una società senza oppressione, 
senza stati, senza frontiere, perché ognuno possa 
decidere liberamente cosa fare della propria vita. 

COLLETTIVO ANARCHICO "LA PECORA NERA" 
- VERONA 


Alcuni nomi di noti avvocati e giuristi hanno già' 
manifestato la propria volanta' a farsi garanti sulla 
equità' di giudizio in tale processo. 

In questi giorni stiamo contattando i seguenti giu- 
risti: Ghezzi, Rodotà', Barile, Rescigno ed altri an- 
cora; un particolare invito e'rivolto ai compagni 
delle varie situazioni affinché' si facciano carico 
della massima diffusione di tale Appello. 

Il risultato positivo di tale sottoscrizione e'giudicato 
di estrema importanza dal comitato di solidarietà' a 
Simone. 

Ringraziamo calorosamente in anticipo. 

COMITATO DI SOLIDARIETÀ' A SIMONE. 

C.C.A Bologna. 


TESTO DELL'APPELLO GARANTI PER IL PRO- 
CESSO A SIMONE IL 27 MAGGIO A COSENZA ( 
REDATTO DALL'AVVOCATO DIFENSORE 
ALESSANDRO GAMBERINI): 

"I sottosritti sono impegnati a verificare che nei 
confronti di Simone Ramilli possa essere cele- 
brato un processo giusto. 

Ritengono inaccettabile un uso esemplare 
dello strumento penale che prescinda 
dall'accertamento delle effettive responsabi- 
lità': di ciò' intendono farsi garanti e propor- 
ranno tutte le iniziative necessarie perche' il 
processo si svolga nelle condizioni di massima 
attenzione della opinione pubblica." 


16 File ; GARANSIM.DOC 


APPELLO PER UN COLLEGIO DI GARANTI A 
DIFESA DI SIMONE RAMILLI AL PROCESSO 
DEL 27 MAGGIO A CATANZARo (tale appello e' 
allegato nel foglio seguente e riporta la data 
08\05\92). 

Tale appello va fatto firmare a nomi noti nell'ambito 
giuridico (avvocati, giuristi ecc.) e rappresenta un 
impegno nei confronti della Corte giudicante Si- 
mone A Catanzaro il 27 maggio. 

La firma va posta sotto il Presente Appello 
(possibilmente raggruppando piu' firme in un unico 
foglio ed indicando in modo leggibile il nome e co- 
gnome ed altre generalità' ritenute necessarie per il 
riconoscimento della persona firmataria). 

L'appello recante le firme raccolte va spedito per 
FAX al numero 051\6340692(tipografia Bold Ma- 
chine Bo )il piu' presto possibile e non oltre il 25 
maggio. 



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ECN MILANO - Calendario iniziative 

■ir*irk-trirkirk-k***-k**-kirk***1c**1tiHt'kifk1rkirkicitiritifkirirk1rir*1rkicic1c*irk*irie 

m i I a n o 

»»> * PARCO LAMBRO 1992 * ««< 
dal 2 al 5 luglio 

"NUOVA DESTRA SOCIALE E PERCORSI DI LIBERAZIONE" 

Venerdì' 15 Maggio C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: PEGGIO PUNK 

*****ii***it*it*ieie 1 e'kie-k***ie*‘*:*****ie*ie** *•{(***********■*:****•*:**** 

Venerdì' 15 maggio GENOVA »> comincia l'EXPO «< 

»> GENOVA «< 

SABATO 16 MAGGIO 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO L'EXPO 

******iiick*irk1tirkieirkie*ieirkic*1(irm(1t1rit*ifk****irk'irkie1e-k1cicieis**ifieici[ieif 

Sabato 16 maggio C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: THE GANG + PILA WESTON 

Mercoledì' 20 maggio - ore 21.30 - C.S. LEONCAVALLO 
ASSEMBLEA: PER COSTRUIRE UNA RADIO DI MOVIMENTO A MILANO 

Sabato 23 Maggio - C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: MAGRITANGO 

****irk*1ckieie1rieitir*rkirkicieieicie1e1e-kie1rk1c-k*-kicirk**irk*ie**ieie***ieicicit**-ic* 

C.S. LEONCAVALLO 

Domenica 24 - Lunedi' 25 Maggio - ore 22 TEATRO 
con la compagnia INSTABILE QUIK in: "KAOS" 

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Venerdì' 29 Maggio - C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: KINA 

Sabato 30 Maggio - C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: RISE (Canada) 

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Venerdì' 5 giugno C.S. LEONCAVALLO 

CONCERTO POSSE : KOMITATO + OTR 

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C.S. LEONCAVALLO 

Domenica 7 Giugno - ore 22 TEATRO con la compagnia 
PALCOSCEMICI in: "e comici pazzi e sognatori" 

Venerdì' 12 giugno C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: ASTENIA 

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Sabato 13 giugno C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO : DIE FIRMA (Berlino) 

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C.S. LEONCAVALLO 

Domenica 14 Giugno - ore 22 TEATRO con la compagnia 
GLINFONDOASINISTRA in: "LA CITTA' DEGLI ANIMALI" 

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Sabato 20 Giugno C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: THAT'IT (USA) 

Venerdì' 26 Giugno C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: MDC (USA) 

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Lopvi cnv/f^Ho 2.2-